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Pro Letteratura e Cultura

È uscito «Ama ... Amo. Dialogo Poetico» di Fabio Amato e Raffaella Amoruso

20 Marzo 2014, 00:38am

Pubblicato da Emanuele Marcuccio


Autore: Fabio Amato; Raffaella Amoruso
Titolo: "Ama ... Amo"
Sottotitolo: Dialogo Poetico
Curatrice d'opera e cover: Raffaella Amoruso
Formato: 15x21
Pagine: 56
Anno di pubblicazione: 2013
ISBN: 978-88-97341-51-2
Prezzo: €12,00

 

Non si può che apprezzare la Poesia in ogni sua forma, specie in un tempo insensibile come quello in cui oggi viviamo. Ogni verso è testimone di Umanità e di resistenza alla Crisi; che non è solo economica, ma di valori. Le qualità che vediamo traballare sono molte e basta guardarsi attorno con spirito da osservatore critico per individuarle: compassione, umiltà, rispetto, bontà, pazienza. Sono tutte virtù che la Società sempre in movimento non tollera, perché obbligano a fermarsi; così come la poesia stessa obbliga a fermarsi, per riflettere o per ascoltarsi.
Ama ... amo nasce da due autori diversi, quanto simili nelle tematiche. Simili, perché i loro componimenti si pescano dall’interiorità della persona, senza timore di affrontarne anche i lati più oscuri; inoltre, perché i loro versi che «permettono all’anima di aprirsi» sono pressoché tutti in terza persona, con un oggetto poetico che viene descritto, ma che va oltre facendosi metafora per qualcos’altro. Diversi, perché proprio questo qualcos’altro permette loro di mostrare la propria individualità di essere umani.
Sono tante le lenti che Amoruso e Amato utilizzano nei loro versi, ma, se si volesse ricercare un denominatore comune, allora si dovrebbe partire dall’elemento più semplice e subito sotto gli occhi: il titolo. Ciò che sottende l’intera raccolta è l’amore, inteso però non solo col senso primo che viene in mente, ma anche con quello di amore come compassione verso la persona che è altra rispetto a noi.
Raffaella Amoruso intesse i suoi versi con una tensione amorosa, che varia in tutte le sue sfumature: dal desiderio dell’altro, fino ai pensieri che tormentato «masturbando la mente».
Fabio Amato, invece, mostra di avere un oggetto poetico ben preciso, la disabilità sperimentata, che diventa la lente che gli permette di indagare ciò che lo circonda.
La poesia che entrambi gli autori prediligono si rifà all’Ungaretti de L’Allegria, quella dei versicoli, della parola-verso e del silenzio degli spazi bianchi. Sono componimenti brevi dunque, ma che proprio nella brevitas ricercano la maggior concentrazione comunicativa-espressiva di cui i due poeti sono capaci.
Un libro, Amo ... ama, che non intende essere una manieristica celebrazione dei buoni sentimenti, ma che vuole portare agli occhi del lettore una critica presentandogli, da un lato la debolezza della Donna e dell’Uomo, dall’altro, quelle della Società.




Fonte: www.thewriter.it/

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