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Il ritorno di Saffo, a cura di Daniela Ferraro: Eccezionale ritrovamento di due inediti della poetessa di Mitilene

 

“Su, divina lira, parlami, fa’ risuonare la tua voce” (Saffo)
“La scoperta è assolutamente mozzafiato e il contenuto è altrettanto emozionante”. Il prof. Dirk Obbink, illustre papirologo dell’università di Oxford, non riesce a trattenere un grido di esultanza nello scorrere febbrilmente il frammento di papiro (risalente al III sec.d.Cr.) ottenuto di recente da un anonimo collezionista di Londra e al cui interno risultano ben leggibili due componimenti lirici della poetessa greca Saffo rimasti finora sconosciuti. Nel primo, la poetessa auspica il felice ritorno del fratello Charaxos dal suo ultimo viaggio sul mare per poi concludere con la speranza che l’altro fratello, Larichos, diventi al più presto un uomo per fugare le ulteriori preoccupazioni del suo animo mentre, nel secondo, rivolge una supplica ad Afrodite, dea dell’Amore. “Il nuovo papiro è quello conservato meglio nella storia, con solo poche lettere da restaurare nella prima poesia…” è stato detto ad Harvard a seguito di un suo attento esame. Infatti della celeberrima poetessa greca si era finora in possesso solo di una lirica completa ( l’Inno ad Afrodite) e di alcuni sparuti frammenti.

Saffo di Mitilene (VII- VI sec. A.Cr.) ,ispiratrice della poetessa locrese Nosside, ritorna così ad ammaliarci con i suoi aristocratici versi assieme al suo inesplicabile mistero. Non si conoscono, infatti, che pochi particolari della sua vita che la raccontano esule dalla sua patria per motivi politici e detentrice poi a Lesbo di un tiaso di fanciulle incentrato sui valori che la società aristocratica del tempo richiedeva alle donne quali la grazia, la capacità di sedurre, il canto, l'eleganza raffinata. Ignote la data della sua morte e le circostanze in cui essa avvenne. Saffo…la brutta e deforme poetessa poi suicida per l’amore non ricambiato da Faone ( Ovidio, Leopardi) o la “Dolce, ridente Saffo coronata di viole” del contemporaneo Alceo e poi morta in tarda età ( come sembra potersi dedurre da un suo frammento lirico)? E’ senz’altro certo che le sue liriche rivelatrici di “ assilli e sconvolgimenti che partono da un io autobiografico” (V.Albini), sofisticate ed eleganti quanto fortemente vibranti di un amore talmente appassionato da ripercuotersi su ogni più intima fibra del corpo tutto, possono ancora così ritornare ad appassionare non solo studiosi e letterati ma anche chi sensibilmente ricerca il sentimento amoroso in tutte le sue espressioni più vive ed intense recitando, assieme a lei “ L’animo mio di nuovo Eros squassa/ come il vento le querce sul monte/ dolceamara implacabile fiera…”

 

Daniela Ferraro
(Docente di Lettere, poetessa)

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