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Contro le cosiddette "scuole di poesia", un pensiero di Emanuele Marcuccio

 

 

Non è concepibile una cosiddetta "scuola" di poesia, dove "professori di poesia" pretenderebbero di impartire ai loro allievi "lezioni di poesia". Il termine scuola presuppone un sapere che raggiunge persone che ancora non sanno, quindi, queste "scuole" presupporrebbero di insegnare la poesia partendo da zero. Non esiste una definizione univoca di poesia, la poesia non ha regole fisse -quelle se le dà il singolo poeta, secondo il proprio metro di bellezza e di sentire poesia- e vogliono fare "scuola di poesia", che presuppone l'insegnamento di un sapere codificato? Tutto ciò è demenziale. 
Scrivo poesia da ormai venticinque anni e so per esperienza che la poesia non si impara né si insegna in nessuna scuola. La poesia si legge, si sente, si vive per poi arrivare a scriverla, ma soprattutto si legge. L'unica scuola di poesia è quella dei grandi poeti. 

 

Emanuele Marcuccio

Non è concepibile una cosiddetta "scuola" di poesia, dove "professori di poesia" pretenderebbero di impartire ai loro...

Posted by Emanuele Marcuccio on Sabato 10 ottobre 2015

Emanuele Marcuccio 08/12/2016 13:39

E vengo a sapere che ci sono concorsi di poesia che inviano mail ai propri partecipanti per "spiegare" come si scrive una poesia. Ma stiamo scherzando? Personalmente non mi è mai capitato di ricevere tali mail. Assolutamente, voglio essere sempre libero nello scrivere poesia. Ovviamente, libertà in poesia non significa anarchia. Ogni poeta deve avere un proprio modo di fare poesia, appreso facendo tesoro della letteratura poetica e applicando le proprie regole o che fa proprie. Non si prostituiscono le emozioni, per non dire di peggio. È quello che, in ultima analisi fa chi segue i dettami di questi “professori di poesia”.
Se mi dovesse capitare una cosa simile, ritirerei subito la mia partecipazione rispondendo a quella mail.

Carmen Togni 10/17/2015 16:34

rispondo volentieri perché approvo quanto tu dici. Io ho iniziato a pasticcia, come dici tu, all'età di 12 anni, nel 1965. Proprio in questi giorni ho riletto i miei diari di allora dai quali ho attinto le mie prime poesiole. Ma anche la non ancora padronanza della lingua italiana, vista l'età. Però a scuola ero la migliore insieme ad un altra. I miei compiti in classe venivano letti non solo nella mia, ma anche nelle altre classi. La prof faceva il giro a far vedere come si scrive un tema d'italiano. Salvo poi, più tardi negli anni, scoprire che quella prof. non ha mai amato la poesia. Ho continuato negli anni a ricercare il mio stile. Ascoltando qualcuno che mi dava suggerimenti costruttivi, ma anche leggendo i grandi poeti. Ora, sono autrice di 19 libri, tra poesie e romanzi... e ho ancora tanto materiale da stampare anche soltanto per me... Ho anche imparato che la poesia si suggerisce da sola. Magari guardando il mondo che abbiamo intorno, compreso delle persone che amiamo. Tu ascolta, con la mente e con il cuore. Lei arriva e guida la tua mano. Ora i tasti del compiuter. A chi mi dice, che brava che sei! Non sono brava io, è la poesia che mi guida, e io scrivo... tutto qui... Le scuole di poesia non hanno senso se non per chi deve guadagnarci con la pubblicazione di antologie e libri vari. Ho anche imparato che, chi fa musica, poesia, e arte varia, anche pittura, non è detto che poi sia sensibile... Grazie dell'opportunità di dire ciò che penso in merito.

Emanuele Marcuccio 10/17/2015 16:48

Grazie per questa testimonianza!
Nessuno può considerarsi mai "arrivato" in poesia; il sentirsi arrivato è la dimostrazione del proprio fallimento. Sono sicuro che neanche Montale si sia mai sentito "arrivato", neanche Leopardi, che considero il mio maestro di poesia.
L'educazione all'ascolto in poesia è permanente e la scrittura di poesia non può mai prescindere dalla lettura di poesia. Mi fanno sorridere quelli che dicono di scrivere poesia senza bisogno di leggere poesia.
I miei maestri li ho trovati e li trovo nella lettura dei grandi poeti, a volte anche nella lettura dei cosiddetti poeti emergenti.
Buona poesia!

Emanuele Marcuccio 10/11/2015 17:00

Racconto brevemente la mia esperienza. Ho iniziato a pasticciare versi nel 1988 e la prima poesia la scrissi solo nel 1990, in un gruppo artistico, durante il periodo delle occupazioni scolastiche, dove non c'era nessun professore che impartiva "lezioni" per esempio di poesia o di qualsiasi altra arte e dove ogni membro del gruppo si dedicava in autonomia alla propria arte. La poesia può nascere solo in autonomia leggendo e rileggendo i grandi poeti della letteratura.
Mi fanno solo ridere queste cosiddette "scuole di poesia". Non esiste una definizione univoca di poesia, la poesia non ha regole fisse -quelle se le dà il singolo poeta, secondo il proprio metro di bellezza e di sentire poesia- e vogliono fare "scuola di poesia", che presuppone l'insegnamento di un sapere codificato? Tutto ciò è demenziale.

Maurizio Setti 10/11/2015 14:12

Stimolante riflessione quella di Emanuele Marcuccio.
Una scuola di Poesia..sarebbe meraviglioso potesse concretizzarsi una cosa simile. Una schola dove poter scambiare il libero pensiero per nutrir l'anima in costante ricerca del proprio percorso. Un luogo dove poter attingere l'arte dello scrivere creando le basi per poter spiccare il volo. Una struttura concreta che possa essere un punto di riferimento per chi si è avvicinato alla Poesia casualmente o accidentalmente grazie a uno strumento virtuale come Facebook se ci pensiamo. Dunque un'idea da non sottovalutare..riflettiamoci.

Maurizio Setti

Emanuele Marcuccio 10/11/2015 15:06

Chiamiamoli però laboratori di poesia e non scuole. La scuola presuppone un sapere che si impartisce dall'alto, a persone che ancora non sanno e tutto ciò è inconcepibile in poesia.

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