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Nell'Anniversario della nascita di Claude Debussy (22 agosto 1862): una poesia di Emanuele Marcuccio

 

 

GLI ODORI DELLA NOTTE1 

(dI Emanuele Marcuccio)

 

A Claude Debussy2 [Nato il 22 agosto 1862]

 

 

Gli odori della notte

si disperdono nell’oscurità,

gli odori della notte

si assottigliano nell’immensità:

canta per l’armonia

l’aria serena della notte,

dolce e cristallina

si rabbuia nella notte;

dolce al mattutino

si dilegua nell’oblio.

 

14 giugno 2008

 

 

 

 

 

Commento critico a cura di Luciano Domenighini

 

 

La lirica, sintatticamente complessa, riprende una figura prediletta dal poeta, l’anafora, duplice sul soggetto che dà il titolo e triplice su “l'aria serena”. 
Inoltre, molto originale è il distico finale “dolce al mattutino, si dilegua nell'oblio”, un senario-ottonario elegante e di bell'impasto timbrico. 
La composizione, in dieci versi, si distingue per una complessa costruzione strofica dei primi otto: un’ottava legata da quattro iterazioni a fine verso della parola “notte” in posizione (ai vv. 1, 3, 6, 8), contenente, ai primi quattro (di 7, 10, 7, 10 sillabe), una quartina chiasmatica in doppia iterazione. 
Tale schema si ripresenta negli ultimi quattro versi della composizione, dal settimo al decimo verso, in cui lʼiterazione da sostantivale (“gli odori”) diviene aggettivale (“dolce”). In pratica, in dieci versi sono contenute quattro strofe (di 8, 4, 4, 2) per un totale di diciotto versi in una sorta di intarsio strofico. 
È straordinario l’effetto, insieme coesivo e amplificante, di questo dettato poetico. 
Dalla quartina finale, infatti, è scorporabile unʼulteriore strofa, un distico di congedo in cui la luce dell’alba porta l’oblio (“dolce al mattutino/ si dilegua nell’oblio”), che chiude questa splendida ode alla notte, ragguardevole per il raffinato tessuto metrico, tutta immersa in quell’atmosfera fiabesca, sospesa e incontaminata, sovente evocata dal poeta siciliano.

 

Luciano Domenighini 
(Critico letterario, poeta)

 

 

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1 Edita in Emanuele Marcuccio, Anima di Poesia, TraccePerLaMeta Edizioni, 2014. Ri-edita in dittico in entrambi i Volumi del progetto antologico "Dipthycha".

2 Ispirato dalle magiche e languidamente raffinate ed eleganti atmosfere notturne della musica di Debussy, precisamente il quarto numero dei suoi preludi (Libro I). A sua volta Debussy si ispirò a un verso di una poesia di Baudelaire "Les sons et les parfums tournent dans l'air du soir" (Suoni e profumi volteggiano nell'aria della sera) per comporre questo quarto preludio, che dà il titolo al preludio stesso. La musica evoca la poesia e la poesia evoca la musica. [N.d.A.]

Quarto numero dei preludi di Claude Debussy (Libro I): musica ispiratrice per Emanuele Marcuccio

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